CALABRIA,UN ASTERISCO PER MARIO LOPRETE di Maurizio Vitiello "Considerazioni sulla pittura “afro” del giovane artista Mario Loprete Non sempre si conoscono tutti gli artisti emergenti sul fronte della giovane arte italiana. Nel panorama odierno un artista, che ci propone essenze icastiche, salta fuori dalla regione calabra, non sempre attrezzata a recepire innesti ed istanze giovanili. Mario Loprete, nato a Catanzaro il 19.09.68, percorre una sua strada, già da tempo. Il suo itinerario riesce a dominare punti e contrafforti di un figurativo selettivo, di qualità, tutto imperniato a rilevare una scala di valori delle varie etnie africane, che oggi si qualificano in un termometro di viaggi dell’umanità. Il colore, la nudità, la possenza sono alcuni degli elementi di una corporeità che avvalora un piano intrigante di fisicità. I corpi glabri, i torsi muscolosi e gli sguardi fieri indicano un esercizio pittorico, che intende non disconoscere dimensioni di proiezioni, che riequilibrano attenzioni verso terre, tuttora da considerare e riconsiderare. Interrogarsi sulle province, sulle regioni e sulle nazioni africane significa superare la balbuzie interpretativa europea e significa, inoltre, avere la capacità di mantenere un controllo su due fronti, quello del pensiero e quello della parola. L’eloquio figurativo, tutto a vantaggio di schemi africani, ci porta a comprendere che l’espressione dell’artista saluta il continente nero quale portatore del pensiero di culture e di una parola sul futuro del mondo. Il grande poeta Léopold Sédar Senghor affermava che: «La négritude n'est rien d'autre qu'une volonté d'être soi-même, pour s'épanouir ensuite, s’intégrer dans le monde des civilisations, ou mieux, dans la civilisation de l'universel Je reviens à mon leitmotiv: a la civilisation du donner et du recevoir». Intendiamo significare che il racconto di Mario Loprete è, fondamentalmente, una dichiarazione d’amore, capace di assumere bellezze estetiche, nonché peculiarità temprate e fragilità che ci fanno, ulteriormente, comprendere che abbiamo bisogno di credere e ricredere alle potenzialità di chi non sempre ha avuto chances od opportunità per potersi esprimere in senso determinato, lato e forte. La pittura di Mario Loprete ci assicura un fronte di esercizi di “visual training”; intendiamo dire che le sue immagini offrono un periscopico orizzonte di valori integrali. La pittura di Mario Loprete è un intervento di autentico piacere estetico, genuino e naturale, dal gusto morbido e pulito, che sottolinea un apprezzamento verso un mondo tutto da proteggere per le sue passioni di bontà e per la sveglia che può regolare sui destini del mondo. In quest’era “glocal” l’operazione di Mario Loprete rafforza il sistema immunitario nervoso di redazioni pittoriche alte e protegge il domani di ulteriori ricerche. Mario Loprete nel suo irrinunciabile appuntamento con la pittura, che coltiva giorno dopo giorno, passo dopo passo, pennellata dopo pennellata, puntualizza episodi di sincera ricerca che confortano consapevolezze di una regola essenziale, che si manifesta in quella avanzata di riconoscere in un possibile tema di discussione agite interpretazioni di protagonismi futuri. Le tele di Mario Loprete risultano delicatissimi cristalli di verità ed offrono una varietà di graffiti umani. Uomini e donne con i loro corpi, al di là di eventuali tatuaggi e cicatrici, proteggono attese ed ipotizzano movimenti di ombre tradite, ma aspirano, più che mai, a rispondere a segnali di accettazioni. La spola nei caratteri fieri e nei caratteri di quella grazia naturale, che affiorano da corpi rinforzati da tonicità o di per sé gentili, rincorre emozioni di un ideale reportage, che sostanzia un viaggio, che insegue misteri umani e sorprendenti denunce. La pittura di Mario Loprete è una testimonianza vitale e concreta di chi sa camminare con giuste rispondenze nell’attualità per captare quale potrà essere un migliore, sicuro, affidabile amico per ritrovare un’armonia perduta.
R. Amoroso
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C. Argenteri
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A. C. Bellati
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L. Briganti
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M. e P. Cucinella
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M. Di Mauro
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B. Di Meglio
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M. Faggi
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J. C. Fekete
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F. Londino
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A. M. Martini
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G. Marziano
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G. Murasecchi
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E. Santese
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F. Silo
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L. Tallarico
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G. Turrini
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M. Vitiello
mario.loprete@libero.it